Molto del materiale girato per "Un giorno qualunque"
non e' stato utilizzato in ragione di scelte legate al
senso del documentario stesso, ed e' rimasto inedito.
Vogliamo quindi continuare il viaggio nella memoria proprio
attraverso alcuni fotogrammi tratti da questo materiale
per restituire un'esperienza sincera che speriamo possa
contribuire a sensibilizzare l'opinione pubblica verso
una "zona grigia" di cui si conosce ancora troppo
poco.
L'esposizione rispetta il percorso che la troupe ha effettuato
durante le riprese.
Ingresso al campo di Auschwitz.
La scritta sotto cui ogni giorno i prigionieri dovevano
passare dice: "Arbeit Macht Frei", "Il
lavoro rende liberi".
Ora
cominciano i sentieri di filo spinato, protetti da corrente
ad alta tensione.
Molti prigionieri si suicidarono contro di essi.
I
pali di cemento raccolgono gli snodi dell'alta tensione.
Alcune
baracche in prossimita' dell'ingresso.
Il
viale conduce al Blocco 11, "Il Blocco della Morte"
e alla camera a gas, annessa al Crematorio.
"Blok
Smierci", il Blocco della Morte.
Oltre questa porta vennero torturate e uccise migliaia
di persone. Di numeri.
I
sotterranei del Blocco della Morte.
Nel settembre 1941 furono fatte prove di uccisione di
massa con il gas Zyklon B.
La
cella 22.
Ci sono 4 bunker punitivi 90x90 cm in cui venivano chiusi
4 prigionieri alla volta, tenuti a scontare una punizione
speciale.
Un disegno illustra le pratiche adottate dalle SS. Un
prigioniero viene picchiato dai nazisti sotto lo sguardo
del comandante.
Il
Muro della Morte, nel cortile fra il Blocco 10 e 11. Furono
eseguite migliaia di fucilazioni, fustigazioni e torture.
Il
Muro come appare oggi.
I fiori posati ai suoi piedi commemorano le vittime della
barbarie nazista.
Blocco
5.
La cartina mostra come il lager di Auschwitz contenesse
deportati da tutta Europa.
All'ingresso
del Blocco molte fotografie sono appese alle pareti. Ritraggono
i volti di deportati. Non si puo' dimenticare.
Occhiali.
I beni personali venivano sottratti ai deportati condannati
alla camera a cas.